Paolo Bacci

Scultore e docente di Storia dell’Arte, insegna anche al Liceo Artistico di Volterra e lavora nel suo laboratorio – atelier in città.

Formazione e qualifiche

Dopo la Laurea di secondo livello in Arti Visive con indirizzo Scultura conseguita presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara e la Laurea Magistrale in Storia dell’Arte all’Università di Pisa, ottiene l’abilitazione per la classe di Concorso A-54 Storia dell’Arte dall’Università per Stranieri di Siena diretta dal Prof. Tommaso Montanari.
Oltre che al Corso Accademico, insegna Discipline Plastiche Scultoree e Scenoplastiche al Liceo Artistico Carducci di Volterra, dove fa parte del team di progettazione per i progetti New Generation Classroom. 

Esperienze professionali

Il punto di partenza per la carriera artistica del Prof. Bacci è una semplice mostra di “Scultura da Interno” nel 2005 a Massarosa. Da quell’evento il Prof. Bacci prosegue con una serie ininterrotta di Mostre e Concorsi fino a oggi.

Nel 2021 apre il Laboratorio Atelier “Studiobpunto” a Volterra (PI).

Ruolo accademico e didattico

Il Prof. Bacci è docente di Storia dell’Arte al terzo anno del Corso Accademico triennale per entrambi gli indirizzi: Manga e WebToon e Animazione.

Mostre ed eventi

Dal 2005 è attivo con una serie di mostre personali, simposi e esposizioni collettive che vedono mutare il suo stile e la sua poetica fino ad oggi.

Monumento alle vittime del manicomio

Tra le tappe fondamentali nel marzo 2009 realizza con l’artista Matteo Maggio il “Monumento alle vittime del manicomio”, opera scultorea in marmo, dedicata alle vittime dell’ex ospedale psichiatrico di Arezzo, con l’intento di preservare la memoria storica e stimolare una riflessione sul tema della salute mentale e della dignità della persona.

Il lavoro si inserisce nel contesto del recupero della memoria legata alle istituzioni manicomiali italiane, ponendo l’attenzione sulle condizioni di vita dei pazienti e sulle trasformazioni introdotte dalla Legge Basaglia.

Attraverso un linguaggio plastico essenziale, l’opera mira a evocare una dimensione di raccoglimento e rispetto, instaurando un dialogo tra spazio pubblico, storia e coscienza collettiva.

Eternity

Nel 2017 ha partecipato alla mostra “Eternity”, curata dalla prof.ssa Gaia Bindi, ospitata presso i Giardini dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, a Carrara, risultando tra i vincitori di una delle borse di studio messe in palio.
L’evento, fortemente voluto da Maurizio Cattelan, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra artisti contemporanei, inserendosi in un contesto profondamente legato alla tradizione scultorea del territorio. La mostra ha proposto una riflessione sul tema del tempo e della permanenza, mettendo in dialogo linguaggi e sensibilità differenti.
Successivamente, l’esposizione si è trasferita a San Quirico d’Orcia, nell’ambito della manifestazione Forme nel Verde, ampliando la visibilità delle opere e inserendole in un contesto paesaggistico di particolare rilievo.
La partecipazione a “Eternity” ha costituito un momento significativo e un crocevia nel percorso dell’artista, contribuendo a consolidarne la presenza nella scena artistica e a rafforzare il rapporto con il contesto culturale toscano, ma al tempo stesso mettendo in discussione alcuni presupposti ritenuti consolidati, orientando la ricerca verso un’estetica concettuale a carattere sperimentale e relazionale.

Partenze

Nel 2022 partecipa alla mostra “Partenze” a Volterra, in collaborazione con il fotografo Marco Bettini, con il quale comincia una serie di progetti e mantiene un serrato confronto ideologico.

Il progetto indaga l’alabastro come materia e come dispositivo culturale, tra artigianato, produzione seriale e unicità del gesto.
La figura dell’artigiano copiatore viene riletta come custode di un sapere sottovalutato ma ancora capace di generare differenza.
L’interruzione del processo produttivo diventa atto critico, volto a valorizzare la relazione diretta con la materia.
Ogni segno, graffio o imperfezione si configura come possibilità estetica e narrativa.
La fotografia amplia la percezione dell’opera, offrendo livelli ulteriori di lettura.
Il lavoro si radica nel contesto di Volterra, esplorandone identità, contraddizioni e memoria.
L’alabastro emerge come materia “viva”, portatrice di storia, resilienza e stratificazione.
Le pietre diventano strumenti di indagine e appartenenza.
Il progetto si pone come ricerca di un’armonia autentica, oltre la purezza formale.
L’alabastro viene infine reinterpretato come simbolo identitario e collettivo, oltre la dimensione decorativa.

Scenari disumani

Del 2024 è la mostra “Scenari Disumani” curata dal prof. Ilario Luporini, presentata presso l’Università di Pisa, dove indaga le disuguaglianze globali attraverso dispositivi scultorei che mettono in tensione materia, simbolo ed economia.
Con il progetto R.A.M.A. (Ritorno alla Madre Africa) riflette sulle stratificazioni sociali e sulle contraddizioni del valore, utilizzando il marmo e strumenti diamantati come segni ambivalenti di prestigio e sfruttamento industriale.
L’istallazione “Bambola” e “Bambolotto” affronta invece la dimensione consumistica dell’arte, interpretata come gioco elitario e transitorio, soggetto a possesso, consumo e distruzione.

L’allestimento coinvolge attivamente lo spazio e il pubblico, proponendo una fruizione immersiva e relazionale.
Il contrasto tra materiali (marmo bianco e carbone nero) diventa strumento di lettura delle dinamiche sociali ed estetiche.
Nel complesso, il progetto costruisce un’indagine critica sul rapporto tra arte, privilegio e produzione, mettendo in discussione i meccanismi contemporanei del valore culturale e materiale.

Arte in movimento e arte in bottega

Dal 2023 entra a far parte dell’associazione “Arte in Movimento”, attiva nella promozione dell’arte contemporanea nella Val di Cecina.
Attraverso questa esperienza avvia un percorso espositivo collettivo fondato sul confronto tra artisti.

Nello stesso anno aderisce anche all’associazione “Arte in Bottega”.
Qui contribuisce alla costruzione di spazi espositivi permanenti, tra cui “Arte in Comune” presso il Palazzo dei Priori di Volterra.
L’attività si orienta verso una pratica condivisa e radicata nel territorio.
Particolare attenzione è rivolta alla valorizzazione dei mestieri artistici e artigianali locali.
Le due esperienze convergono in una visione dell’arte come strumento di relazione e comunità.
Si consolida così un approccio che intreccia produzione artistica, progettualità culturale e identità territoriale.

Scopri di più su Paolo Bacci

Il Prof. Bacci è a Volterra ed è presente a tutti gli eventi culturali e artistici, istituzionali e non. È un artista molto appassionato che non risparmia le energie e si butta in qualsiasi progetto ritenga di valore. Lo si trova in Accademia, al Liceo Artistico e in giro per la città. Anche sui social ogni tanto fa la sua comparsa ma con scarsa convinzione.