Hirohiko Araki: biografia, carriera e curiosità

da | Mag 27, 2026 | Storia e Cultura

Hirohiko Araki nasce il 7 Giugno 1960 a Sendai, nella regione nordorientale del Tōhoku. Da giovane inizia a leggere i classici dei manga anni ‘70 e a sfogliare le raccolte di illustrazioni collezionate dal padre, in parte per potersi isolare dai bisticci con le sorelle minori. Inizialmente debutta con il suo vero nome, Toshiyuki, per poi assumere lo pseudonimo di Hirohiko, quindi si trovano sue opere con entrambi gli appellativi.

Al primo anno di liceo comincia a inviare storie a riviste di manga, ma vengono tutte rifiutate. Nello stesso periodo però assiste al debutto ufficiale di diversi autori della sua età (come Yudetamago) o persino più giovani (Masakazu Katsura) e dopo aver lavorato ad una storia facendo quattro notti in bianco di fila decide di andare fino a Tōkyō per confrontarsi con degli editori.

Scoraggiato dalle dimensioni imponenti dell’edificio di Shogakukan, entra invece in quello adiacente di Shūeisha. Lì riceve una serie di critiche costruttive da parte di un giovane editor, che lo sprona a correggere le tavole e presentarle per il Tezuka Award.

Sfondo inchiostrato con la tecnica tradizionale, con un Nihonji-pen e portapennino in legno

Le illustrazioni di Araki esplorano pose e concept che catturano l’attenzione del pubblico.

Inizio della carriera professionale

Hirohiko Araki riesce ad aggiudicarsi il secondo posto del concorso Tezuka Award con la storia presentata all’editor di Shūeisha, Busō Poker, che nel 1981 viene pubblicata su Shōnen Jump.
Nel corso degli anni successivi la rivista pubblica altre storie autoconclusive di Araki, così le sue prime serializzazioni: Mashōnen B.T. (1983) e Baō Raihōsha (1984-1985).

Entrato a far parte dell’ambiente lavorativo di Shueisha, Araki ricorda il terrore dell’epoca nei confronti degli editori di Shōnen Jump. In particolare Torishima, editor di Toriyama, insisteva perché già l’illustrazione di inizio capitolo fosse sufficiente ad invogliare potenziali lettori e chiedeva spesso importanti cambiamenti grafici agli autori. Allo stesso tempo, come fumettista Araki riconosce il valore di lavorare con persone in grado di guidare gli artisti tramite opinioni oggettive e ne apprezza il contributo.

Illustrazione a colori di Coco, protagonista di Witch Hat Atelier

Tobira-e di uno dei primi manga di Hirohiko Araki.

Influenze e caratteristiche tecniche

Nonostante sia finalmente riuscito a debuttare, inizialmente non ritiene di avere uno stile grafico unico e riconoscibile e quindi punta a sviluppare un tratto che chiunque possa a primo sguardo identificare come “opera di Hirohiko Araki” anche da dieci metri di distanza.

Da un lato ammira la semplicità di mascotte dai tratti immediati, estremamente efficaci da un punto di vista comunicativo, e parla delle estreme sintesi di artisti come Barnett Newman e Agness Martin. Dall’altro, l’amore per Paul Gauguin influenza molto la sua scelta di colori: rispetto a mantenere coerenti elementi come la tonalità dei vestiti dei personaggi, le illustrazioni di Hirohiko Araki sono incentrate sull’impatto visivo dato dall’accostamento cromatico. Per esempio, contrappone spesso il rosa al blu e si lascia ispirare dall’arte degli anni ‘80, dalla pittura classica e dalle pose delle sculture.

I contrasti di colore rendono le illustrazioni di Araki particolarmente vivide, ma sono sempre bilanciati con attenzione.

Il successo internazionale

La serie che consacra Hikohiko Araki come artista a livello internazionale è JoJo no Kimyō na Bōken, conosciuto in Italia come Le bizzarre avventure di JoJo. Pubblicato a cadenza settimanale su Shōnen Jump dal 1987 al 2004 e poi mensile su Ultra Jump dal 2004, JoJo è ancora in corso di pubblicazione e ad oggi conta 133 volumetti e oltre 120 milioni di copie distribuite.

Con JoJo, Araki pone il focus sulle emozioni e pensieri dei personaggi rispetto ad uno sviluppo lineare della trama. Affascinato da storie di mistero sin da piccolo, include questo elemento nei suoi manga. La rappresentazione dello Stand in JoJo deriva infatti da un interrogarsi dell’autore riguardo a come rappresentare graficamente l’energia. Inoltre, invece di adottare lo schema di battaglie piramidali in voga all’epoca sulla rivista, opta per una soluzione più simile a quella dei giochi da tavolo, facendo spostare i personaggi in luoghi diversi per metterli a confronto con tutta una serie di nemici.

Dal manga vengono tratte serie animate, film, videogiochi, romanzi, numerosi spin-off e diverse mostre nazionali e internazionali, soprattutto in occasione del 25° anniversario della prima pubblicazione. Per l’evento è stato realizzato e pubblicato anche un nuovo artbook della serie, il primo in 12 anni. Hirohiko Araki è originario di Sendai, dove la mostra ha aperto nel 2012, a distanza di un anno dal disastro di Fukushima, per poi spostarsi nel resto del Paese. L’area serve anche come ambientazione per alcune parti di JoJo e l’autore collabora con la città creando illustrazioni ad hoc e persino decorazioni per il festival di Tanabata.
Anche all’estero, il successo di Araki e della serie di JoJo è evidente: la serie origina movimenti e sottoculture e la diffusione di meme a tema JoJo ne consolida il successo anche tra le generazioni più giovani.

Illustrazione a colori di Coco, protagonista di Witch Hat Atelier

Composizione di personaggi per un’illustrazione celebrativa.

Nel 2009 l’autore espone delle illustrazioni e tavole originali al Louvre di Parigi durante una mostra incentrata su manga e fumetto intitolata “Le Louvre invite la bande dessinée“. Realizza la storia autoconclusiva Kishibe Rohan Rūvuru he Iku (tradotta all’estero come Rohan au Louvre), dove un personaggio comprimario della serie originale si reca al famoso museo per investigare un misterioso dipinto. La storia è stata adattata come film live-action nel 2023.

Dopo una collaborazione tra un negozio Gucci di Shinjuku e Hirohiko Araki, lo stesso personaggio nel 2011 è protagonista di uno spinoff per la rivista di moda femminile Spur di Shūeisha, “Kishibe Rohan Gucchi he Iku“. Nella storia, Rohan visita la fabbrica di Gucci a Firenze per scoprire a cosa siano dovute le misteriose capacità della borsa firmata della sua amata nonna. Questa collaborazione nasce in occasione del 90° anniversario della casa di moda e 30° anno di attività di Araki come artista.

Curiosità su Hirohiko Araki

Hirohiko Araki ha preso parte a numerosi programmi televisivi e nel corso degli oltre quarant’anni di carriera ha ricevuto molti presi e riconoscimenti, anche da parte dei ministeri giapponesi.