Retinatura: tecnica e strumenti
Cos'è la retinatura?
Qualsiasi sfumatura di colore o nero viene sostituita in stampa con una trama di punti di quel colore o di bianco. Così una stampa in bianco e nero è effettivamente un insieme di puntini totalmente neri o totalmente bianchi.
La retinatura nel manga
Mentre l’architettura ha sempre utilizzato questo strumento in modo marginale e per lo più per dare tridimensionalità al disegno tecnico, nel manga il suo utilizzo si è sviluppato e raffinato.
In linea di principio, anche nel manga le funzioni principali della retinatura sono quelle di sostituire il colore e rendere l’effetto delle ombre e quindi dare volume agli elementi della tavola. Tuttavia, soprattutto con i personaggi e gli oggetti di scena, occorre tenere conto anche del bilanciamento complessivo e della comunicatività dell’immagine.
I retini vanno dosati e bilanciati con aree bianche e nere in modo da guidare l’occhio verso i punti più importanti dell’illustrazione.
Questa operazione non può essere chiaramente delegata alla macchina da stampa o a una procedura di conversione automatica che trasforma il grigio o il colore in retino prima di entrare in tipografia. È una tecnica artistica che ha un grande impatto sull’effetto finale delle tavole e, quindi, della comunicazione.
Richiede competenza ed esperienza.
Frequenza e densità dei retini
I retini puntinati sono i più versatili e utilizzati. Vengono usati sia per rappresentare i mezzitoni che come base per realizzare effetti e atmosfere complesse.
Si distinguono in base alla frequenza e alla densità dei punti.
La frequenza e calcolata in linee per pollice, mentre la densità rappresenta le dimensioni del puntino in rapporto allo spazio complessivo e viene indicata da una percentuale.
La nomenclatura universalmente adottata è tale che il primo numero rappresenti la frequenza mentre il secondo indichi la densità. Così un retino S43 indica 4 linee per pollice con puntini di superficie pari al 30%.
Quanto più i punti sono frequenti o densi, tanto più risulta scuro l’effetto finale.
A parità di frequenza, aumentando la densità aumenta la copertura dell’area. Il retino S47 è più scuro del S43 che è a sua volta più scuro del S41.
Tipologie di retini
Per velocizzare il lavoro e ampliare le possibilità creative, le aziende produttrici hanno dato vita a un catalogo di trame in continua evoluzione. Ai retini puntinati si sono aggiunte altre tipologie:
- Retini lineari: costituiti da linee continue parallele, spesso impiegati per tessuti o materiali rigidi.
- Gradienti: puntini a densità variabile in direzione lineare o radiale, utili per rappresentare zone a illuminazione graduale.
- Noise / Sand: base costituita da forme irregolari, spesso utilizzati per tessuti o capelli di colore intenso.
- Effetti: retini già lavorati a partire da trame di base di qualsiasi tipo.
- Retini decorativi: contengono forme e composizioni complesse. Vengono concepiti per creare atmosfere o sfondi e vengono utilizzati in modo spesso imprevedibile.
La scelta e la modalità di utilizzo dei retini sono molto personali e fanno parte dello stile dell’artista.
Retini ed emozioni
Passando da uno sfondo di semplice luce e ombra a uno con diversi effetti di riflesso si ottiene un’atmosfera più coinvolgente che contribuisce a rendere l’emozione del momento.
Tecniche di applicazione: tradizionale e digitale
Una differenza tra le trame tradizionali e quelle digitali è data dalla dimensione dei puntini: più piccoli nella versione digitale perché prevedono anche pubblicazioni a schermo a risoluzione inferiore a quella tipografica che necessitano di sfumature di anti-aliasing.
I software più utilizzati nel manga sono Clip Studio Paint, MediBang Paint e, impropriamente, Photoshop. La retinatura digitale consente modifiche rapide, uniformità e salvataggio di preset personalizzati.
Per contro non è pratica se si voglino riprodurre gli effetti che si ottengono tramite la grattatura con il cutter.