Takeshi Obata: biografia, carriera e curiosità
Takeshi Obata nasce come Shigeru Hijikata l’11 Febbraio 1969 a Niigata, lungo la costa occidentale del Giappone.
La passione per il disegno lo porta a sognare di diventare mangaka già dalle scuole medie, quando si esercita disegnando soggetti diversi come automobili, motociclette e persino un ritratto realistico di Sylvester Stallone realizzato con la tecnica del puntinismo.
Tra le opere che già da quegli anni lo influenzano cita Manga Michi, l’autobiografia del duo artistico Fujio Fujiko, e Cyborg 009 di Shōtarō Ishinomori, che in diverse interviste racconta di aver riletto continuamente.
In Cyborg Jiisan G, l’influenza di opere di mangaka come Ishinomori è evidente sia nel ritmo narrativo che nei tratti.
Inizio della carriera professionale
Debutta con la storia autoconclusiva 500 Kōnen no Shinwa, classificata seconda alla trentesima edizione del Premio Tezuka e pubblicata da Shueisha nello speciale primaverile del 1985 di Shōnen Jump.
Dopo essersi formato come assistente di Makoto Niwano e Ryuji Tsugihara, dal 1989 inizia a serializzare la storia comica Cyborg Jiisan G, sempre sul settimanale Shōnen Jump, che nei due anni precedenti ne aveva ospitati alcuni episodi come autoconclusivi. In questo periodo il suo stile di disegno inizia a evolvere, trasformando le influenze di autori delle sue prime opere come Shōtarō Ishinomori in un design più moderno e riconoscibile.
Per i primi anni Hijikata pubblica con il suo vero nome, adottando lo pseudonimo Takeshi Obata a partire dal 1991. Nel 1995 realizza i disegni del manga Karakurizōshi Ayatsuri Sakon, scritto da Masaru Miyazaki e da cui viene tratta un’animazione quattro anni dopo.
Fino al 1998 Takeshi Obata alterna storie autoconclusive a miniserie di pochi episodi, per iniziare infine una prima serie più longeva: Hikaru no Go.
Scritta da Yumi Hotta, la storia è incentrata su un giovane protagonista che, dopo essere entrato in contatto con lo spirito di un professionista di go del periodo Heian, inizia ad appassionarsi a sua volta al gioco. Hikaru no Go prosegue fino al 2003 e viene raccolto da Shueisha in 23 volumi. È inoltre adattato dallo Studio Pierrot per l’animazione nel 2001 come serie e nel 2004 come lungometraggio animato, mentre nel 2020 la piattaforma streaming cinese iQIYI ne trasmette uno sceneggiato drama in 36 puntate.
In occasione della mostra del 2026 per il manga Hikaru no Go, Obata reinterpreta i suoi personaggi in una serie di nuove illustrazioni.
Successo internazionale
Nel 2003 la sua popolarità in patria e all’estero esplode, grazie all’uscita dei primi capitoli di Death Note. Sceneggiata da Tsugumi Ōba, la serie continua per tre anni e diventa un vero e proprio fenomeno culturale, con più di 30 milioni di copie vendute.
Illustrazione a colori realizzata da Takeshi Obata con i Copic markers.
L’opera di Takeshi Obata dà origine a numerosi adattamenti live-action, una serie e un lungometraggio animati, un romanzo, tre videogiochi e contenuti extra pubblicati direttamente su Shōnen Jump. Al tempo stesso, soprattutto a causa della sua popolarità, i temi maturi e la violenza rappresentati in Death Note comportano censure parziali o totali dell’opera in alcune parti del mondo, in particolare nei confronti di un pubblico preadolescenziale.
Nel 2023 a Tōkyō viene allestita una mostra per celebrare il ventennale della prima uscita del manga; oltre alla riproduzione in scala reale di due degli ambienti principali della serie, sono esposte centinaia di tavole originali e un modello tridimensionale della copertina del dodicesimo e ultimo volume.
Dopo altri incarichi brevi come disegnatore, nel 2008 Takeshi Obata torna a collaborare con Ōba: nei quattro anni successivi pubblicano Bakuman, una storia i cui protagonisti aspirano a diventare professionisti nel campo del manga.
Nonostante le difficoltà a debuttare dei personaggi principali siano ben presto superate, la serie offre comunque uno scorcio interessante sull’ambiente editoriale giapponese e aiuta a popolarizzare il lessico specifico relativo ai materiali da disegno manga, così come anni prima aveva fatto Kazuhiko Shimamoto con le serie Moeyo Pen e Hoero Pen, o a suo tempo Shōtarō Ishinomori, molto amato dallo stesso Obata.
Takeshi Obata lavora quindi alle tavole di All you need is Kill, di Hiroshi Sakurazaka, originariamente nato come romanzo. Nel 2014 escono sia l’adattamento manga che quello cinematografico internazionale: diretto da Doug Liman, Edge of Tomorrow vede Emily Blunt e Tom Cruise nei ruoli dei protagonisti.
L’opera successiva di Obata è Platinum End, sempre in collaborazione con Ōba, pubblicata dal 2015 al 2021 sul mensile Jump Square. I capitoli hanno una lunghezza più estesa rispetto a quella delle serie precedenti, che uscivano a cadenza settimanale, quindi il duo si mette a confronto anche con un ritmo narrativo diverso. La tematica della morte e degli angeli è ripresa in questo titolo in modo molto diverso rispetto a Death Note e, per allontanarsi ulteriormente dai suoi elementi gotici, il design punta su un approccio più futuristico ed essenziale.
Come character designer, Takeshi Obata realizza anche studi per il gioco Castelvania Judgement, sviluppato da Konami e Eighting, rilasciato tra fine 2008 e inizio 2009 su Nintendo Wii.
Fotografia scattata dall’assistente professionista Tomomi Satoh durante la mostra, in compagnia di docenti e alumni dell’Accademia.
L’impostazione stessa di questa illustrazione promozionale di Bakuman richiama il tema dell’opera, incentrata sulla produzione di manga.
Caratteristiche tecniche di Takeshi Obata
Oltre a una tecnica di inchiostrazione magistrale, Obata vanta anche un’ottima produttività: mantiene il ritmo di pubblicazioni settimanali e nel contempo produce anche illustrazioni a colori per promuovere le serie a cui lavora. Molti dei suoi manga vedono una compresenza di protagonista umano, tipicamente maschile, e personaggio sovrannaturale al suo fianco.
Il ritmo narrativo impiegato da Takeshi Obata è spesso indicato come motivo per la popolarità dei suoi manga. Riesce a mantenere le scene dinamiche senza che diventino caotiche, permettendo al pubblico di seguire anche momenti d’azione più complessi.
In un’intervista relativa alla produzione di Bakuman, ad esempio, ha affermato di aver cercato di “animare le transizioni tra le vignette”, strutturando i personaggi e le vignette in modo che lo sguardo del pubblico si spostasse naturalmente nella direzione di lettura prevista. Utilizza anche inquadrature incentrate sulla reazione emotiva e su lievi cambiamenti di espressione per mantenere un flusso delle scene accattivante. Questo è particolarmente importante perché aiuta a bilanciare le tavole, estremamente dense di testo.
Il suo stile di disegno è caratterizzato da tratti puliti e da contrasti netti tra bianco e nero, integrati con retini o colore.
Le copertine e illustrazioni a colori di Takeshi Obata presentano in genere un approccio molto ricercato, simile a quello impiegato nel campo della moda: usa palette di colori vividi ma bilanciati, applicati con particolare attenzione ai dettagli dei tessuti, dei capelli e delle superfici. Sin dall’inizio della sua carriera ha mostrato una predilezione per i Copic, pennarelli professionali a base alcoolica.
A livello di composizione, le immagini a colori di Obata presentano richiami alla storia dell’arte classica: è particolarmente interessante studiare come l’artista utilizzi impianti geometrici nella disposizione dei personaggi e degli elementi di sfondo, per guidare l’occhio attraverso l’illustrazione così come fa nelle pagine dei suoi manga.
Sia le pagine che le illustrazioni di Takeshi Obata risultano quindi nitide e d’impatto, con un impianto che valorizza i personaggi.
Takeshi Obata inchiostra e colora un’illustrazione di Death Note, sul canale ufficiale della rivista Shōnen Jump.
Takeshi Obata inchiostra e colora un’illustrazione di Bakuman, in collaborazione con Copic Giappone


