Proporzioni nel disegno manga: chibi e deformed
Il rapporto di dimensioni tra la testa e le altre parti del corpo è utilizzato spesso nella definizione dei personaggi; è frequente sentir definire l’anatomia di una figura in termini di numero di teste.
Le proporzioni dipendono dall’età dei personaggi e, in parte, dal genere di racconto o dalla situazione.
Proporzioni realistiche
La base anatomica nel disegno manga è esattamente quella dell’anatomia artistica canonica, dove uno stereotipo maschile adulto misura 8 teste, mentre uno femminile ne misura 7.
I personaggi adolescenti, con un’anatomia ancora non pienamente sviluppata, tipicamente possono misurare 5 o 6 teste. I bambini, dal neonato alla preadolescenza, hanno rapporti proporzionali da 2 a 4 teste.
Questa è la base su cui ogni artista può sviluppare il proprio stile e i propri personaggi. L’idea che l’anatomia nel manga sia deformata deriva dalla scarsa conoscenza della disciplina e confonde la sintesi espressiva con un’anatomia approssimativa. Al contrario, per poter arrivare alla sintesi è indispensabile una tecnica anatomica corretta e precisa.
Personaggi in pose naturali con rapporti proporzionali realistici.
Tratto da Equilibrio e dinamica dei corpi di Hikaru Hayashi, ©Euromanga Edizioni.
Variazioni
Quello che differenzia il manga rispetto ad altre forme artistiche simili è la capacità di utilizzare diversi rapporti proporzionali a seconda del tipo di racconto, dello stile di design dei personaggi o del momento del racconto.
Così possiamo avere delle opere in cui i personaggi adulti sono costantemente rappresentati in 5 o 6 teste, con proporzioni tipiche dei giovani adolescenti. Questo è più frequente nei manga per ragazzi (shōnen) e nei manga umoristici.
Al tempo stesso abbiamo manga per un pubblico maturo (seinen e josei) con rapporti proporzionali regolari.
Scelte stilistiche
Ogni artista ha un proprio design, spesso dettato dal tipo di racconto e dal tipo di pubblico a cui si rivolge.
La scelta di ridurre il rapporto proporzionale può essere fatta per rendere più simpatici o teneri i personaggi o, comunque, più vicini al pubblico di riferimento. In questo caso si parla spesso di personaggi “chibi“.
I manga per un pubblico maturo tendono ad affrontare problematiche e scelte morali e questa scelta non avrebbe molto senso. L’artista che predilige questo tipo di racconti sviluppa facilmente uno stile più realistico con proporzioni canoniche.
Momenti umoristici
Questa libertà di stile ha favorito lo sviluppo, nel manga, di una pratica particolare: la trasformazione dei rapporti proporzionali per introdurre dei momenti umoristici o in cui i personaggi o l’artista si trovano a dialogare direttamente con chi legge, oltrepassando la quarta parete.
In questi momenti anche i personaggi più cupi e realistici possono “deformarsi” assumendo un’anatomia dalle proporzioni infantili per spezzare la tensione, rivelare qualche dietro le quinte o mostrare un lato nascosto di sé. In questi casi di parla di personaggi “deformed”.
Tabella proporzionale dei personaggi di One Piece di Eiichiro Oda.
Esempio di personaggi con anatomia canonica con la loro controparte “deformed”. Dall’anime “Sasaki to Miyano”, tratto dall’omonimo manga.
In Accademia
Il design dei personaggi e lo studio dei rapporti proporzionali viene studiata in particolare durante il primo anno dei Corsi Accademici ma anche all’interno del programma introduttivo Scuola di manga, nelle sue modalità Manga in città, Manga Summer School, e Manga da Casa (online). Durante il primo anno del corso accademico l’approfondimento di questo argomento si trova negli insegnamenti di Anatomia Artistica, ma viene messo in pratica con l’approccio ai diversi stili nel manga in Arte del Fumetto 1.
