Punti di fuga
I punti di fuga sono punti immaginari dove convergono le profondità dei soggetti rappresentati in prospettiva. Consentono di simulare la profondità e la distanza all’interno di una rappresentazione bidimensionale.
In giapponese si indicano con il termine 消失点, shōshitsuten, letteralmente “punto di sparizione”.
Non si tratta di elementi visibili nella scena, bensì di costruzioni astratte utili alla rappresentazione. Possono rientrare all’interno del campo visivo o fuoriuscirne. A seconda della composizione, vi sono distanze specifiche tra i punti di fuga consigliate dai professionisti per ottenere sfondi di qualità.
Prospettive e punti di fuga
Nella prospettiva centrale, detta anche prospettiva a un punto di fuga, usiamo un solo punto di fuga per concentrare lo sguardo su una sezione molto specifica dell’immagine. Tutte le linee parallele al piano perpendicolare all’osservatore convergono in un punto sulla linea dell’orizzonte.
La prospettiva accidentale, prende comunemente il nome di prospettiva a due punti di fuga, perché i punti di fuga a cui far riferimento sono due. A questi punti convergono tutti i lati dei solidi rappresentati, mentre le altezze restano perpendicolari alla linea dell’orizzonte.
La prospettiva accidentale dall’alto o dal basso è anche detta prospettiva a tre punti di fuga. Si costruisce aggiungendo ai due punti della prospettiva accidentale un ulteriore punto di fuga in alto o in basso, al quale convergono le altezze dei solidi.
Più è lontano dalla linea dell’orizzonte, migliore sarà l’effetto prospettico della composizione.
Effetti di distorsione come grandangolo e fisheye sono realizzati tramite l’uso di quattro punti di fuga disposti lungo la circonferenza della sfera di base.
Più la linea dell’orizzonte è lontani dal tetto dei solidi, più l’effetto risulterà naturale.
Nello sviluppo di una composizione in prospettiva obliqua è particolarmente evidente come i lati e le altezze di tutti gli elementi convergano verso uno dei tre punti di fuga dell’immagine.
Punti di fuga ausiliari
Nella realtà che osserviamo tutti i giorni è estremamente raro che tutti gli elementi in uno spazio siano perfettamente paralleli tra loro.
L’uso di punti di fuga ausiliari permette di ottenere una rappresentazione ancora più verosimile, seguendo le regole di prospettiva centrale, accidentale o obliqua.
La scelta di utilizzare più punti di fuga non è casuale. Le città non hanno quasi mai una struttura uniforme che segua una griglia regolare. Gli edifici sono stati costruiti in epoche diverse, quindi il loro orientamento varia a seconda del periodo. Ogni edificio ha un punto di fuga diverso sulla linea dell’orizzonte e, se vogliamo rappresentare una veduta molto ampia della città, dobbiamo tenere conto anche di questa caratteristica.
È fondamentale ricordare che, indipendemenente da quanti sono, tutti i punti di fuga sono disposti lungo la stessa linea dell’orizzonte.
Rappresentare in un’immagine più di una linea dell’orizzonte è uno degli errori più comuni tra i principianti.
Prospettiva accidentale con punti di fuga aggiuntivi per rappresentare nello stesso spazio due palazzi a distanze e con inclinazioni diverse.
In Accademia
I punti di fuga sono una componente imprescindibile della prospettiva intuitiva. Vengono studiati a partire dal primo anno dei Corsi Accademici, così come durante il programma introduttivo Scuola di manga, nelle sue modalità Manga in città, Manga Summer School, e Manga da Casa (online). Durante il primo anno del corso accademico l’approfondimento dei punti di fuga è parte dell’insegnamento di Disegno per la progettazione.

