Leiji Matsumoto: biografia, carriera e curiosità
Akira Matsumoto nasce il 25 Gennaio 1938 a Kurume, nella prefettura di Fukuoka. Come artista è conosciuto con lo pseudonimo di Leiji Matsumoto. Inizia a disegnare all’età di sei anni e dai nove comincia a creare i propri manga, in particolare dopo aver letto Kasekitō e Gessekai Shinshi, entrambi realizzati da Osamu Tezuka nel 1951. Durante l’infanzia si trasferisce prima nella prefettura di Gifu e poi in quella di Hyogo, a causa del lavoro del padre come pilota militare.
La famiglia viene quindi evacuata e si sposta a Ozu, città natale dei genitori, dove il giovane Matsumoto osserva numerosi aerei da combattimento e veivoli militari statunitensi, specialmente durante raid sulle città vicine; l’esperienza influenzerà profondamente i suoi manga futuri.
All’epoca la famiglia vive in povertà in una casa popolare. La condizione si protrae anche dopo la fine della guerra, quando con il sostegno della famiglia il padre rifiuta di unirsi alle Forze di Difesa perché nel farlo avrebbe dovuto pilotare mezzi nemici. L’immagine del padre diventa l’ispirazione dello stoico Capitan Harlock, uno dei personaggi più celebri di Leiji Matsumoto. L’autore stesso, anche se ancora bambino, rifiuta di mangiare i dolci e gli snack distribuiti dalle forze di occupazione statunitensi.
Immagine dalla mostra celebrativa 「夢とロマンをのせて」 del 2014, che riunisce personaggi da opere diverse di Matsumoto.
Carriera professionale
Leiji Matsumoto debutta ufficialmente nel 1954 con Mitsubachi no bōken, pubblicato sulla rivista mensile Manga Shōnen di Gakudōsha quando l’autore è al primo anno di liceo. Con questa opera vince il premio della rivistaper autori debuttanti.
Per i tre anni successivi continua a realizzare storie brevi sul quotidiano Mainichi Shogakusei Shimbun, alcune delle quali vedono degli insetti come protagonisti. Il debutto così precoce gli permette di considerare seriamente la carriera di fumettista e dopo il diploma rinuncia all’università per poter disegnare in modo continuativo e sostenere economicamente la madre e gli studi dei fratelli.
Nonostante cessi di esistere nel 1955, nei suoi otto anni di attività Manga Shōnen dà spazio ad autori e autrici emergenti e inquadra le nuove tendenze del campo del manga, come poi farà la rivista Com di Tezuka. Oltre a Leiji Matsumoto, a debuttare su Manga Shōnen sono fumettisti celebri come Yoshihiro Tatsumi, Hideko Mizuno, Shōtaro Ishinomori, Jirō Tsunoda e Fujiko Fujio. Lo stesso Osamu Tezuka pubblica sia Hi no Tori (La fenice) che Janguru Taitei (Kimba il leone bianco) sul mensile.
Autodidatta, Leiji Matsumoto non lavora come assistente se non un’unica volta per Osamu Tezuka all’età di 18 anni, insieme al coetaneo Shōtarō Ishinomori. Nel 1957 si trasferisce nella capitale e inizia a pubblicare in modo più sul mensile Shōjo di Kobunsha con Black Petals. Per diversi anni continua a disegnare su riviste rivolte ad un pubblico femminile e nei momenti di blocco creativo lavora come scrittore, intervistando persone famose. Abita in una pensione dove condivide lo spazio di lavoro con Tetsuya Chiba e dove da un coinquilino, ex-luogotenente della marina, riceve delle vecchie cianografie dell’incrociatore Mogami. Da allora nasce in Matsumoto l’abitudine di usare, quando possibile, cianografie e progetti ufficiali per la rappresentazione di armi ed elementi meccanici.
All’inizio degli anni ‘60 conosce e sposa l’illustratrice e fumettista Miyako Maki, con cui inizia a collaborare nella realizzazione di manga: Matsumoto si occupa di personaggi maschili e animali, mentre Maki disegna i personaggi femminili, integrando elementi sia shōnen che shōjo nelle loro opere.
Tavola da un nuovo episodio di Galaxy Express 999, realizzato nel 2018.
Dopo la nascita del target seinen intorno al 1968, Leiji Matsumoto si avvicina a target per ragazzi e giovani adulti e a questo punto della carriera pubblica unicamente sotto lo pseudonimo Leiji Matsumoto, che dal 1965 alterna alla versione in hiragana del suo nome. Sexaroid è la sua prima opera più matura ed esce su Manga Goraku Dokuhon di Nihon Bungeisha, per un totale di 48 episodi. A partire da questo periodo diventa sempre più attivo nei target shōnen and seinen, ma resta influenzato dalle preziose collaborazioni con la moglie, come si nota nella sua creazione di personaggi femminili forti e decisi, in contrasto con quanto in voga nel panorama del fumetto shōnen dell’epoca.
Gli anni ‘70 segnano anche un sempre maggiore coinvolgimento di Leiji Matsumoto con il mondo dell’animazione, in particolare su lungometraggi fantascientifici che contribuiscono al successo del genere in Giappone e all’estero, oltre che al boom dell’animazione in generale. Inizialmente ingaggiato per disegnare elementi meccanici, Matsumoto contribuisce su più fronti all’animazione di Uchū Senkan Yamato (La corazzata Yamato), anche come regista. Trasmessa per la prima volta nel 1974, inizialmente la serie non ottiene molto successo, ma la messa in onda ripetuta permette di consolidare il titolo e il lungometraggio del 1977 la trasforma in un vero e proprio fenomeno sociale e negli anni successivi ne vengono realizzate altre serie, dirette da Matsumoto. Dalla fine del 1974 l’autore disegna anche una versione manga del titolo per la casa editrice Akita Shoten.
La popolarità di Uchū Senkan Yamato e delle altre animazioni a cui lavora permette la produzione di storie originali come Ginga Tetsudō Surī Nain (Galaxy Express 999) e Uchū kaizoku kyaputen Hārokku (Capitan Harlock), ma il boom di animazioni di questo tipo inizia a declinare una decina di anni dopo. Di opere come Queen Emeraldas, di cui inizialmente era prevista una serie animata, non vengono realizzati gli adattamenti fino a quasi vent’anni dopo l’uscita del manga, quando animatori e creatori cresciuti con le sue storie iniziano la propria attività lavorativa.
Il profondo interesse di Leiji Matsumoto per lo spazio influenza il pubblico giapponese anche al di fuori della sfera dell’arte: l’astronauta Naoko Yamazaki cita un film di Matsumoto come germe della sua curiosità per questo ambito e Toyohiro Akiyama, il primo giapponese ad andare nello spazio, commenta la riedizione del 1993 del suo manga science-fiction Wadachi. A Tōkyō inoltre sono in uso tre traghetti disegnati da Matsumoto: Himiko dal 2004, Hotaluna dal 2012 e Emeraldas dal 2018. Le trasmissioni ufficiali a bordo dei primi due mezzi sono doppiate dal cast originale di Galaxy Express 999.
Leijisha
Il 13 Febbraio 1973 Leiji Matsumoto e Maki costituiscono lo studio di produzione Leijisha, ancora attivo e con sede a Nerima, Tōkyō. Il nome dello studio ha il significato di “un luogo che non dorme mai, nemmeno a mezzanotte” e deriva dallo pseudonimo artistico di Matsumoto, che a sua volta significa “un samurai che lavora fino a mezzanotte”. Unisce il suo motto di “ricorda(re) sempre la sensitività di un bambino di zero anni” al fatto che spesso non gli vengono idee fino a notte fonda. L’uso della “L” invece della “R” nella trascrizione di Reiji deriva dal nome del leone antagonista di una storia per bambini di Souji Yamakawa che amava da bambino, Lion L.
Il logo dello studio è un cerchio attraversato da una linea verticale a partire dal suo centro, come un orologio le cui lancette indichino la mezzanotte. Nel corso degli anni Lejisha impiega decine di assistenti e genera celebri fumettisti come Kaoru Shintani (Area 88). Lo studio si occupa anche della gestione del licensing e merchandising delle opere che pubblica, curandone i diritti pubblicitari e di riproduzione, ma al contempo organizzando incontri e seminari di formazione sul manga e l’animazione. Dello studio fa parte anche Katsumi Itabashi. Inizialmente assistente di Matsumoto, a Itabashi viene affidato il mecha design per l’adattamento cinematografico di Galaxy Express 999. Da allora continua a lavorare come mecha designer su molti manga e film di Leiji Matsumoto e i due creano insieme anche libri di tecnica di disegno.
Nelle sue illustrazioni, Leiji Matsumoto sfrutta spesso le campiture del cielo per unire elementi di sfondo ai tratti dei personaggi
Curiosità su Leiji Matsumoto
A partire dal 2001, Leiji Matsumoto collabora regolarmente con il gruppo francese Daft Punk per la creazione dei loro video musicali. Appassionato di musica classica, apprezza particolarmente Richard Wagner e nel 1982 incentra un manga proprio sulla figura del compositore tedesco, a cui segue un adattamento de L’anello del Nibelungo. Anche nelle sue serie principali si ritrovano elementi tratti dalle opere di Wagner, sia a livello di struttura narrativa che di caratterizzazione dei personaggi.
Oltre ad essere attivo come autore, Leiji Matsumoto contribuisce allo sviluppo e alla crescita culturale del manga e non solo: dal 1994 al 2021 presiede la YAC (Young Astronaut Club – Japan), gestendo attività educative per i giovani incentrate su temi di spazio e scienza, mentre come direttore generale della Nihon Mangaka Kyokai, carica che ricopre dal 2000 al 2018, guida nuovi nomi del panorama fumettistico giapponese. Viaggia moltissimo anche all’estero e ricopre cariche di rilievo in numerose organizzazioni, ricevendo negli anni premi importanti sia a livello nazionale che internazionale.
Alla morte dell’autore nel Febbraio del 2023, la moglie condivide sul sito del loro studio la notizia.
Accompagna la comunicazione con parole poetiche, sempre ripetute da Matsumoto mentre era in vita:
Ci incontreremo ancora in un futuro lontano, dove gli anelli del tempo si incontrano.


