Tite Kubo: biografia, carriera e curiosità
Pseudonimo di Noriaki Kubo, Tite Kubo nasce il 26 Giugno 1977 a Fuchū, nella prefettura di Hiroshima.
Appassionato di manga fin da bambino, nel 1995 si classifica tra i finalisti del concorso Hop☆Step Award, indetto da Shūeisha, con l’opera Fire in the Sky.
Carriera professionale e riconoscimenti
Tite Kubo debutta ufficialmente come autore con Ultra Unholy Hearted Machine, pubblicata sullo speciale estivo della rivista Shōnen Jump nel 1996. Tre anni dopo inizia la sua prima serie: ZombiePowder, sempre per Shūeisha.
Nel 2001 comincia sulla medesima rivista la serializzazione di Bleach, un’opera che Tite Kubo conclude con l’episodio 686 nell’Agosto 2016 e che lo rende famoso a livello internazionale.
Nel 2005 Bleach si aggiudica il primo premio nella categoria shōnen dello Shogakukan Manga Award. Stando ad un’analisi del Luglio 2022, la serie ha in circolazione più di 130 milioni di copie ed è uno dei titoli più conosciuti pubblicati sulla rivista Shōnen Jump.
Bleach viene adattato per l’animazione sia come serie, nel 2004 e di nuovo nel 2022, sia come lungometraggio, in quattro istanze diverse.
Nonostante avesse inizialmente espresso il desiderio di non vedere trasposta l’opera in formato live-action, Tite Kubo supervisiona il film realizzato nel 2018 da Warner Bros., che riceve una buona risposta da parte del pubblico.
Nel 2015 inoltre ne esce un gioco 3D chiamato Bleach: Brave Souls, giocabile sia su cellulare che da computer, permettendo ai fan della serie di immergersi ancora di più nell’universo creato da Kubo.
Sia nell’inchiostrazione delle tavole che nelle illustrazioni a colori, Kubo fa un ampio uso di campiture piatte e contrasti netti.
In occasione del cinquantennale di Shōnen Jump, Tite Kubo disegna come one-shot la storia Burn the Witch, poi proseguita in quattro episodi nel 2020 e confermata per un’ulteriore prosecuzione attualmente in fase di realizzazione.
Di Burn the Witch viene realizzato un film d’animazione nel 2020, mentre un secondo adattamento del prequel esce a fine 2023 su Tv Tokyo e Crunchyroll.
Kubo viene coinvolto anche nel progetto Shūeisha Manga Art Heritage, a cui hanno partecipato pilastri del campo come Riyoko Ikeda, Eiichiro Oda, Oh Great e Shin’ichi Sakamoto.
L’illustrazione realizzata per questa occasione è esposta per la prima volta nel 2022 in una galleria d’arte a New York, riprodotta su fogli di carta fatti a mano nella provincia di Mino con una tecnica millenaria che ha dato vita al formato di carta ‘B’ usato nel campo del manga.
La tecnica di stampa impiegata per queste riproduzioni è unica nel suo genere e l’illustrazione di Bleach viene scelta per inaugurare un progetto che si propone di comunicare l’arte del manga nei prossimi mille anni – con una particolare attenzione dunque alla durata nel tempo dei colori, delle linee e dei supporti, sottolineando l’importanza dell’opera di Tite Kubo nel panorama letterario giapponese.
Illustrazione promozionale dell’anime di Burn the Witch.
Influenze e caratteristiche tecniche
Come autore, Tite Kubo trae ispirazione da elementi diversi.
In un’intervista parla di come, nella fase di creazione dei personaggi, abbia in mente una serie di brani musicali, a seconda se stia delineando il personaggio, i suoi dettagli o il suo passato. Scegliere dall’inizio una sorta di tema musicale da accompagnare ai vari personaggi lo aiuta a concentrarsi sulle scene focalizzate su di loro mentre disegna.
Il ritmo della musica che ascolta viene in parte traslato nel manga, che Kubo disegna riflettendo con attenzione ai movimenti di telecamera e inquadrature, proprio come un regista.
I suoi editor parlano di come, per Tite Kubo, le immagini scorrano nella testa quasi come un film che lui sceglie di interrompere nel momento più interessante e visivamente d’impatto per disegnarne i frame – un processo creativo più unico che raro.
Tra le sue opere preferite cita spesso Gegege no Kitarō e Saint Seiya, conosciuto in Italia come ‘I Cavalieri dello Zodiaco’.
In un’intervista pubblicata su Shōnen Jump nell’Agosto del 1996 cita Yun Kōga come una delle sue mangaka preferite. All’epoca conosciuta principalmente per dōjinshi di Saint Seiya, Captain Tsubasa (Holly e Benji) e Maōden, nel 2001 diventa conosciuta a livello internazionale per la serie Loveless.
A livello tecnico, da anni Tite Kubo usa soltanto il G-pen come punta per l’inchiostrazione.
In un’intervista riporta di averlo inizialmente trovato difficile da usare, almeno fino circa al volume 10 di Bleach.
Dopo aver continuato a usare per una ventina di volumi il maru-pen nelle ombre dei personaggi, che richiedono tratti più sottili, la sempre maggiore manualità con il G gli ha permesso di smettere di utilizzare altre punte e di percepire il pennino come se fosse una matita. Alterna però due portapennini di durezza diversa: uno più rigido per i personaggi e uno più morbido per i balloon.
Nello studio dei personaggi si basa molto sull’osservazione di persone reali: rispetto a comprare riviste di moda, preferisce camminare in città e fare attenzione a cosa indossano davvero le persone per strada.
Per esercitarsi nel disegno dei volti, invece, sono i visi che vede in televisione ad ispirarlo: conduttori o conduttrici di telegiornali o semplicemente persone che compaiono in varie trasmissioni possono risultare interessanti e farlo iniziare subito a disegnare.
Lo stesso vale per i tratti di persone straniere, che osserva soprattutto tramite YouTube o sceneggiati di altri paesi.
Tite Kubo è molto interessato alla forma dei volti, come si collegano tra di loro gli elementi del viso, ma anche a cosa possa costituire ‘fascino’, confrontandosi con altre persone su tratti che personalmente ritiene belli ma loro no e viceversa, senza limitarsi alla struttura del volto soltanto, ma schizzandone anche le espressioni.
Osservare con così tanta attenzione persone diverse gli ha permesso di iniziare a trovare affascinanti una varietà sempre maggiore di tratti e questo gli ha permesso di disegnare più facilmente anche i personaggi femminili, un tempo per lui più ostici.
Ritiene che un artista, alla fine dei conti, disegni solo quello che ama e che quindi sia fondamentale ampliare i propri gusti.
In questa illustrazione di Bleach si nota chiaramente il contrasto tra le diverse fisionomie dei personaggi.
Curiosità su Tite Kubo
Tite Kubo ha ricoperto più volte cariche all’interno di giurie e selezioni di opere manga.
In veste di giudice di concorsi per esordienti, il consiglio su cui insiste maggiormente è di scegliere un soggetto che piace all’esordiente e di completare il lavoro fino alla fine, indipendentemente dalla qualità del prodotto: potrà non essere eccellente, ma sarà comunque un risultato migliore rispetto al non disegnare.
Nel 2021 viene lanciato il “Klub Outside” , un vero e proprio fan club ufficiale di Tite Kubo. Inizialmente pensato per la durata di un anno soltanto, il sito riscuote successo e ne viene prolungata l’attività per altri quattro anni.
La piattaforma, rivolta ad un pubblico internazionale, permette a chi sottoscrive un abbonamento di ricevere materiale inedito ed esclusivo.
È appassionato di musica rock e video-game, in particolare quelli che permettono di modificare l’aspetto dei personaggi e dell’avatar di gioco (cita Dragon Quest X e Animal Crossing). L’amore per la musica nasce durante le scuole medie e si solidifica quando, all’ultimo anno, scopre per la prima volta brani occidentali, restando colpito dalla differenza nel suono stereofonico.
Durante le superiori inoltre sviluppa un interesse particolare per i dizionari di kanji.
Pur non avendo problemi a disegnare scene violente e gore, non è un genere che cerca come consumatore.
Poco dopo la fine della serializzazione di Bleach, Tite Kubo viene contattato da SEGA per creare il character design di un videogioco: essendo conosciuto per un’opera shōnen si aspettava che il gioco fosse incentrato su personaggi maschili e resta positivamente sorpreso nello scoprire di dover disegnare per la maggior parte giovani donne.



