Corso di Disegno Manga vol. 3: Espressività

Il terzo volume della serie approfondisce l’elemento più vitale per la narrazione visiva: la capacità di un personaggio di comunicare il proprio mondo interiore.

Nel manga, le espressioni sono frequentemente enfatizzate per comunicare lo stato emotivo in una singola vignetta, una caratteristica che si ritrova storicamente anche in altre forme narrative giapponesi, come il teatro. Il successo universale del manga deriva anche dal fatto che l’espressività, pur basata su un’anatomia semplificata, utilizza elementi oggettivi che permettono a chiunque di identificarsi graficamente con i personaggi.

Espressività e sintesi

L’anatomia dei personaggi nel manga è spesso molto semplificata. Erroneamente si può credere che “semplificato” sia sinonimo di “semplice”; al contrario, per rappresentare un personaggio che cambia espressione in poche inquadrature senza ricorrere a eccessivi dettagli anatomici, è necessaria una conoscenza approfondita dell’anatomia, dell’espressività e una grande esperienza nella sintesi comunicativa.

Espressioni estreme
Corso di disegno Manga: espressività

Espressioni e muscoli del volto

Lo studio delle espressioni affonda le radici nella scienza e nell’arte, dai pittori del XVII secolo, come Charles Le Brun, ai biologi del XIX secolo come Charles Darwin. Darwin, in particolare, distinse le reazioni spontanee o “innate” da quelle “apprese,” sottolineando l’importanza di non considerare tutte le espressioni come universali a causa dei condizionamenti culturali.

Studi successivi, come quelli dello psicologo Paul Ekman, hanno proposto una lista di espressioni considerate universali: la Rabbia, il Disgusto, la Paura, la Sorpresa, la Gioia, la Tristezza e il Disdegno. Tuttavia, si è notato che la rappresentazione mentale delle emozioni può variare culturalmente; ad esempio, i partecipanti di origine cinese si concentrano maggiormente sui movimenti degli occhi, mentre quelli occidentali su altre parti del viso.
Per rappresentare un’emozione in modo efficiente, è utile partire dallo studio dei muscoli del volto, analizzando le zone di tensione e distensione.

muscoli del viso

Espressioni universali

A partire dalla rappresentazione delle espressioni di base, definite universali, si identificano i movimenti di contrazione e rilassamento dei muscoli fino a identificare i tratti necessari per rendere l’idea dello stato d’animo. 

Nella gioia, ad esempio, la tensione si concentra nella parte centrale del viso, lasciando fronte e sopracciglia rilassate. L’elemento che distingue maggiormente la gioia è la bocca; in un sorriso sincero, la contrazione dei muscoli delle guance spinge a stringere gli occhi. L’intensità della gioia aumenta con l’apertura della bocca e l’inarcamento delle spalle verso l’alto.

Per la tristezza, per contro, il tratto somatico chiave sono le sopracciglia, accompagnate da diverse configurazioni della bocca.

Rabbia

È la più esplosiva e incontrollabile. La tensione si distribuisce su tutto il viso, partendo dalle sopracciglia aggrottate al centro e coinvolgendo fronte, naso e bocca. All’aumentare dell’emozione, le pupille si restringono e i denti possono apparire aguzzi.
Le emozioni complesse (come Apatia, Entusiasmo, Dubbio/Perplessità) sono viste come una combinazione di emozioni base. L’apatia, ad esempio, mescola tratti di tristezza e disgusto per esprimere assenza di interesse, con occhi socchiusi e privi di riflessi. La sorpresa è la più breve di tutte e, quando affiancata ad altre, queste ultime tendono a prevalere e a prenderne il posto (ad esempio, Sorpresa & Rabbia).