Corso di Disegno Manga vol.9: Abbigliamento
Il nono volume della serie affronta il disegno dei vestiti, a partire dal comportamento dei tessuti e dalla loro rappresentazione semplificata. L’abbigliamento non è solo estetica, ma anche strumento di comunicazione immediato, in grado di trasmettere al lettore l’atmosfera, il periodo storico, l’ambientazione, la personalità o lo status sociale di un personaggio senza ricorrere a dialoghi espliciti.
Pur seguendo una metodologia graduale e tecnica, il libro tiene sempre al centro della trattazione la capacità narrativa dell’abbigliamento che, attraverso anche piccoli dettagli, può definire l’attitudine o lo stato sociale di un personaggio.
La progettazione degli abiti può essere studiata a partire da ciò che si indossa abitualmente, osservando cuciture, bottoni e il modo in cui i capi valorizzano l’aspetto. Il passo successivo consiste nell’analizzare virtualmente gli abiti per comprendere la loro costruzione e le cause delle pieghe specifiche.
La stratificazione degli indumenti è un altro fattore che viene esaminato e trattato con attenzione. Il volume e la consistenza di abiti sovrapposti possono rendere credibile l’intero disegno.
Panneggio e punti di tensione
Il punto di partenza del metodo adottato nel libro di testo è lo studio del panneggio, ovvero il modo in cui la stoffa reagisce alle sollecitazioni ambientali e alla forza di gravità. Questa è la chiave per disegnare tessuti realistici e naturali nell’arte figurativa in genere.
Tramite un’analisi degli errori comuni e la semplificazione dei capi di abbigliamento, il metodo di studio permette di arrivare a comprendere i meccanismi che generano le pieghe rendendole in modo naturale e credibile.
Spessore e pieghe
Dopo lo studio dei fondamenti del panneggio, il testo affronta le diverse consistenze, spessori e rigidità dei tessuti e il modo in cui questi fattori agiscono sull’aspetto finale di un capo di abbigliamento.
Le sovrapposizioni di più tessuti producono effetti diversi e contribuiscono in modo determinante all’aspetto finale di un personaggio e quindi anche al suo design complessivo.
Aderenza e tipologia
Infine il metodo prosegue con l’analisi delle aderenze e delle tipologie di abiti. Senza approfondire i principi di storia del costume o del design di abbigliamento, il testo identifica alcune tipologie e ne sottolinea le peculiarità.
Abiti larghi e aderenti hanno un comportamento diverso anche rispetto alle pieghe e trasmettono anche informazioni importanti sulla corporatura del personaggio che li indossa.
Le tipologie vengono differenziate soprattutto in base ai punti di tensione a cui sono soggetti. Questo produce una grossolana classificazione che può essere utilizzata per comprendere al meglio i concetti di progettazione grafica di una figura umana vestita.
Pantaloni: Le pieghe si concentrano nell’inguine, sulle ginocchia e alle caviglie. Nelle pose in movimento, le pieghe sull’inguine aiutano a identificare la gamba più avanzata. La sagoma dei pantaloni (aderente, largo, a zampa d’elefante) influenza il tipo di pieghe generate.
Gonne: Sono flessibili e caratterizzate da forma e movimento. La gonna a campana si costruisce tra due circonferenze, con l’orlo che presenta forme ondulate. Le gonne plissettate o aderenti hanno pieghe più regolari e rigide.
Camicie: Sono fortemente condizionate dalla muscolatura e dal colletto, che può essere costruito partendo da fasce e triangoli ribaltati. I bottoni agiscono come punti di tensione lungo la fascia centrale.
Giacche e Cappotti: Sono concepiti per essere aderenti (giacca elegante) o voluminosi (cappotto invernale). La linea delle spalle di una giacca è più rigida rispetto a quella di una camicia.
