Corso di Disegno Manga vol.17: Inchiostrazione
Il volume numero 17 è dedicato interamente alla tecnica a inchiostro nel manga: dai pennini d’arte ai pennelli delle fude pen ai marker. Uno dei passaggi caratterizzanti di qualsiasi corso di tecnica manga; senza uno studio appropriato delle tecniche di inchiostrazione non si può parlare di studio del manga come tecnica artistica.
L’inchiostrazione è un passaggio cruciale che trasforma il disegno a matita in un’opera definita, pulita e dettagliata. Non si tratta semplicemente di ripassare le linee, ma di definire, pulire e dettagliare uno schizzo; in un certo senso, inchiostrare è quasi disegnare da capo. Una volta eliminata l’incertezza sul disegno dei volumi, l’inchiostrazione valorizza e mette in risalto le particolarità del disegno, conferendo volume e consistenza alle figure,. Lo stile del tratto inchiostrato (come l’angolazione del tratteggio, la quantità di nero usata e lo spessore delle linee) è in grado di comunicare diverse sensazioni e può diventare una sorta di impronta dell’artista.
Strumenti essenziali
Il manuale parte dall’analisi degli strumenti professionali. Trattandosi si una tecnica artistica piuttosto povera, anche gli strumenti di più alta qualità sono spesso più economici e duraturi delle penne di china di largo consumo.
Il Pennino
Il pennino in acciaio è lo strumento più versatile per l’inchiostrazione perché permette una grande variazione di spessore della linea in un solo tratto, oltre ad essere resistente ed economico.
Punte principali
G-Pen: La più diffusa e versatile tra i professionisti, flessibile, ideale per linee molto spesse.
Maru-Pen (Mapping): Di piccole dimensioni, crea linee estremamente delicate e sottili, pur mantenendo una modulazione del tratto, ed è spesso utilizzata per tratteggi uniformi.
Saji-Pen (Spoon): Flessibilità ridotta, produce linee più uniformi, adatta per principianti e studenti che cercano stabilità.
Inchiostri
Gli inchiostri possono essere a base di pigmenti naturali, come la fuliggine, o a base di tinte per lo più sintetiche. Gli inchiostri a pigmento tendono a essere più opachi, mentre quelli a tinta rischiano di sbiadire se esposti alla luce.
I parametri per la scelta dell’inchiostro sono: densità (non troppo densa per evitare di compromettere il pennino), velocità di essiccazione (media-lenta o istantanea, a seconda della rapidità dell’artista) e resistenza all’acqua o all’alcol.
Tra le marche giapponesi più usate troviamo la china Kaimei, più densa e brillante, e l’inchiostro Pilot, più liquido rapido nell’essicazione.
Carta per Manga
La carta deve sopportare più strati di matita, cancellature, inchiostro e correzioni.
La carta professionale specifica per l’inchiostrazione con i pennini è molto liscia, di grammatura media (circa 170 gr/mq o 135 kg) e trattiene bene l’inchiostro senza piegarsi.
La superficie liscia è preferita perché le punte dei pennini rischiano di impigliarsi su una grana troppo ruvida o porosa, causando sbavature.
Modulazione
La modulazione del tratto non è solo estetica, ma veicola informazioni sulla scena:
Luce e Volume: Le linee appaiono più spesse nelle zone d’ombra e più sottili nelle zone illuminate, conferendo tridimensionalità anche a figure semplici.
Distanza: Linee più spesse in primo piano suggeriscono profondità e allontanano lo sfondo.
Materiali: Linee sottili e uniformi sono adatte a materiali leggeri o fragili (es. vetro), mentre linee spesse e modulate comunicano pesantezza e concretezza (es. pietra).
Dettagli: È necessario differenziare le linee di contorno (più spesse) da quelle dei dettagli interni (pieghe, cuciture, ecc.) per mantenere la leggibilità.
Bianco e nero e bilanciamento
Il manga stampato in bianco e nero non utilizza le gradazioni di grigio (mezzitoni), ma solo i due estremi: nero pieno e bianco.
Ombre Proprie e Portate: Bisogna distinguere l’ombra propria (sulla superficie dell’oggetto, che ne rispetta la forma 3D) e l’ombra portata (proiettata su un’altra superficie).
Volumi Definiti: Per rappresentare le ombre efficacemente, il nero va inserito nel punto di massima ombra. È fondamentale conoscere bene la tridimensionalità dell’oggetto per modellare l’ombra in modo efficace e coerente con la direzione della luce.
Bilanciamento: Dosare il bianco e nero è cruciale per un’immagine equilibrata. Un’immagine sbilanciata (troppo bianca o troppo nera) risulta difficile da leggere. Il nero può essere inserito come ombre, texture o colore di alcuni oggetti di scena per bilanciare la composizione. Esistono bilanciamenti simmetrici, asimmetrici o radiali.
Tecniche speciali
Fude Pen
La Fude Pen (a setole sintetiche ricaricabile) è usata per effetti morbidi e sinuosi, ombre sui capelli o vestiti, o sfondi naturali.
La modulazione del tratto con la Fude Pen dipende principalmente dall’inclinazione della penna (più verticale per linee sottili, più inclinata per linee spesse) e dalla pressione esercitata per schiacciare le setole.
È eccellente per creare sagome di elementi naturali come foglie e arbusti (disegnati con sagome che variano in forma, dimensione e inclinazione) e per realizzare riflessi sui capelli attraverso tratteggi incrociati che lasciano spazio bianco.
Linee cinetiche
Le linee cinetiche creano una sensazione di movimento anche su immagini statiche.
Vanno tracciate con variazione di pressione (spesse all’inizio e sottili alla fine).
Possono essere orizzontali (spostamento), verticali (caduta o emozione negativa), diagonali (più dinamiche), o concentriche (per sottolineare sorpresa o un’emozione improvvisa).
Per le linee cinetiche concentriche, si usa un righello che ruota facendo perno su un punto centrale, spesso fissato con una puntina rovesciata.
Kakeami
La Kakeami è un tipo specifico di tratteggio costituito da blocchi di linee corte e non modulate (generalmente cinque linee parallele) inclinate in modo non regolare per riempire un’area.
Serve a rappresentare trame, ombre o come sfondo decorativo.
Si ottiene tramite incroci successivi (Ikkake, Nikkake, Sankake, Yonkake) per infittire la trama e creare una gradazione di tono,. Il pennino Maru è spesso consigliato per la Kakeami per ottenere tratti uniformi.
L’inchiostrazione, quindi, non è solo una rifinitura, ma è la scultura finale del disegno a matita, che modella la luce, la materia e lo spazio per rendere l’immagine bidimensionale viva e narrativamente efficace.
