Corso di Disegno Manga vol.18: Retinatura e Campiture

Nonostante la retinatura sia uno dei fondamenti del Manga, non esistono manuali dedicati in modo così sistematico a questo tecnica. Questo manuale è dedicato approfonditamente alla retinatura che, insieme alle campiture, consente di bilanciare le tavole e rendere più fluida ed efficace la narrazione visiva.

I retini sono fogli adesivi trasparenti su cui sono stampate diverse trame (come puntini o linee) e vengono utilizzati per applicare effetti di ombra, texture o tessuti nei disegni in bianco e nero, in particolare nell’industria del manga. Sebbene in origine fossero usati nel disegno architettonico e ora si tenda al digitale, l’industria del manga continua a farne largo uso per mantenere un controllo maggiore sul risultato finale e ridurre i rischi di effetti indesiderati in stampa.
Corso di disegno manga: character design

Il Principio Ottico

Si parte dalla comprensione del principio ottico alla base del concetto di retino in tipografia. Una trama composta da un reticolo regolare di puntini viene percepita dall’occhio come un tono grigio continuo se stampata in piccolo o vista da una distanza sufficiente.

La variazione di densità e dimensione dei puntini crea l’illusione del chiaroscuro: dove i puntini sono più grandi e vicini, il tono di grigio risulta scuro; dove non si toccano, la quantità di bianco è maggiore.

Specifiche tecniche

Ogni retino è definito da due proprietà principali:
1. Frequenza (L, LPI o Lines per inches): Indica quante linee di puntini ci sono nell’altezza di un pollice. Più alta è la frequenza, più i puntini sono fitti.
2. Densità (Percentuale %): Indica la dimensione del puntino. Una densità bassa produce un retino chiaro, mentre una densità alta (fino al punto di contatto tra i puntini) genera trame molto scure, che possono diventare nere.

Tipologie di trame

Tipologie di Trame: Oltre ai versatili retini puntinati, esistono:

Retini a linee: Possono sostituire il puntinato o simulare un tratteggio, oppure essere usati per tessuti o sfondi.

Retini Noise o Sand: Hanno trame di forme casuali e irregolari (che ricordano macchie o sabbia) e sono privi di frequenza; sono usati per dare un effetto più pieno, come per i capelli scuri o per le trame dei materiali.

Retini Gradiente: Non hanno una trama uniforme, ma sono stampati con una sfumatura graduale, utili per ombre veloci, effetti su elementi naturali (come l’acqua) o superfici metalliche.

Regina

Lavorazione del Retino

La tecnica viene analizzata e studiata in modo chiaro e graduale con diversi esempi e istruzioni su come procedere nella pratica. L’applicazione manuale dei retini richiede strumenti specifici e tecniche di manipolazione precise.

Strumenti

Cutter: Strumento essenziale per l’intaglio e la grattatura. Per il ritaglio si usa un taglierino con lama a 45° per maggiore stabilità. Il cutter di precisione (lama a 30°) è per i dettagli più piccoli.
Spatola: Utilizzata per far aderire il retino al foglio, eliminando le bolle d’aria.
Gomma Abrasiva (Gomma Sabbia): Permette di cancellare i puntini in maniera graduale per creare effetti di luce e sfumature morbide.

Applicazione e taglio

Orientamento: Il retino deve essere applicato in modo che l’angolo tra i puntini di una fila e l’altra sia di 45°. L’orientamento sbagliato causa risultati fastidiosi in stampa.
Taglio/Ritaglio: Si usa il cutter per ritagliare l’eccesso. Per aree piccole, è consigliato usare un pezzo di retino abbondante e poi grattare via le parti superflue piuttosto che tagliare lembi troppo piccoli.

Grattatura e Sfumatura

Grattatura (Scratching): Si rimuovono i puntini indesiderati tenendo la lama del cutter quasi piatta. Muovendo la lama dall’alto verso il basso con una leggera pressione si asportano solo i puntini, mantenendo la pellicola adesiva. Questa tecnica crea sfumature su misura, evitando però di passare la lama lungo le direttrici principali della trama (0°, 45°, 90°).
Sfumature Personalizzate: Si ottengono grattando serie di linee leggerissime e incrociate, partendo dalla zona più in luce (dove si vuole che sia più bianco) e infittendo l’incrocio,. Per sfumature più morbide, si può usare la gomma sabbia con lenti movimenti circolari, ottenendo un effetto perfetto per luci opache su materiali come la pelle.

L’abilità di utilizzare retini e campiture in modo bilanciato (tra nero, toni di grigio e bianco) è fondamentale per definire la tridimensionalità, i materiali e l’atmosfera dell’immagine.

Campiture e tratteggio

Infine, il manuale affronta le tecniche di bilanciamento delle tavole e di rifinitura con neri pieni e tratteggi, differenziandole per tipologia.

Il Tratteggio (Hatching) Manuale: Per conferire tridimensionalità e creare variazioni tonali, si ricorre al tratteggio. Questa tecnica consiste nel tracciare linee che, incrociate a diverse distanze e angolazioni, simulano una sfumatura o riempimento.

Variazione Tonale: L’unico modo per sfumare le linee di inchiostro (che non hanno variazione di tono come la matita) è variarne la distanza e la lunghezza. Più le linee sono incrociate (fitte e vicine) e più la figura si scurisce, creando una scala di valori tonali.

Modellazione: Il tratteggio può essere modellato adattando l’inclinazione delle linee alle forme della superficie (ad esempio, linee curve che avvolgono una sfera) per creare un effetto più realistico.

Stili: Esistono diversi stili di tratteggio (parallelo, incrociato, graduato, stratificato). È fondamentale evitare incroci a 45° e 90° perché creano una griglia troppo regolare che rende difficile la sfumatura e fa risaltare le imperfezioni.

Tratteggio dal Nero: Si può partire da una base di nero pieno (realizzata ad esempio con la Fude-pen o pennarello) e sfumare i bordi netti con il tratteggio finché non sono indistinguibili, ottenendo ombre più profonde più rapidamente.