Corso di Disegno Manga vol.30: Fantasy e Magia
Il fantasy è un termine ombrello che raccoglie opere caratterizzate da elementi immaginari, magia e creature soprannaturali. Sebbene le ambientazioni siano fantastiche, i temi trattati rimangono universali e molto umani, come l’amicizia, il sacrificio e la lotta tra bene e male.
Questo libro tratta gli elementi grafici coinvolti nei vari sottogruppi, come l’high fantasy, il low e il dark fantasy.
Razze umanoidi e stereotipi
Nei racconti fantastici le razze fungono da stereotipi utili per guidare il lettore senza perdersi in troppe sfumature. Le razze più diffuse hanno caratteristiche fisiche e attitudinali consolidate.
Gnomi e Mezzuomini: Creature di piccola statura, spesso abili nelle invenzioni o dotate di doti furtive.
Nani: Alti tra le quattro e le cinque teste, hanno corporatura robusta e sono solitamente associati alle miniere.
Elfi: Presentano orecchie a punta e una bellezza canonica, con una forte connessione con la natura.
Orchi e Troll: Superano le nove teste di altezza e mostrano muscolatura massiccia, zanne e sguardi truci.
Il design può trasformare radicalmente la percezione di un personaggio, come nel caso dei giganti, dove tratti arrotondati comunicano affabilità mentre muscoli definiti e assenza di pupille incutono timore.
Creature mitologiche e ibridi
Il design di creature fantastiche richiede spesso di unire elementi umani e animali. Nelle arpie e negli uccelli antropomorfi è fondamentale curare la transizione tra pelle e piume per evitare tagli netti. Lo stesso principio si applica agli ibridi come i centauri e gli ittiocentauri, dove il punto di attacco tra il busto umano e il corpo equino deve essere reso naturale tramite piccoli ciuffi di pelo. Anche il grifone, che unisce le fattezze dell’aquila a quelle del leone, richiede una costruzione attenta che bilanci le parti di rapace con quelle del felino.
Anatomia dei draghi
Il volume distingue chiaramente tra due tradizioni principali di draghi:
Draghi Europei: La loro struttura deriva dalle proporzioni del cavallo, presentano musi allungati, quattro zampe e ali membranose simili a quelle dei pipistrelli.
Draghi Asiatici: Hanno proporzioni del viso vicine a quelle dei canidi, con sopracciglia e baffi caratteristici. Il corpo è molto lungo e sinuoso, simile a quello di un serpente, e presenta spesso sezioni di peluria lungo la colonna vertebrale.
Spettri e non morti
Ogni cultura rappresenta il trapasso in modo unico. Il fantasma europeo è tipicamente semitrasparente, mentre lo yuurei giapponese è uno spirito senza piedi con un kimono bianco allacciato al contrario. Le personificazioni della morte variano dagli shinigami giapponesi all’ankou bretone, raffigurato come uno scheletro con mantello e falce.
Anche i non morti presentano differenze nette: lo zombie occidentale appare come un corpo in putrefazione che ha perso il controllo, mentre il jiangshi cinese indossa abiti storici, si nutre di energia vitale e si muove compiendo dei salti.
Magia
Poiché la magia non è osservabile nella realtà, l’artista deve rielaborare gli elementi naturali per renderla visibile. Si possono rappresentare flussi d’aria tramite vortici, getti d’acqua con riflessi netti, fiammate caratterizzate da tratteggi interni e fulmini a zig-zag che circondano il personaggio.
Gli accessori sono essenziali per definire il ruolo del mago:
Strumenti di supporto: Bacchette per movimenti delicati e bastoni più imponenti che richiamano l’uso delle lance.
Oggetti magici: Libri di incantesimi chiamati grimori, calderoni e pietre magiche incise con rune.
Vestiario: Il cappello a punta rimane il simbolo classico, potendo essere personalizzato con nastri, foglie o piccoli campanelli.
Per magie invisibili come la telepatia o la telecinesi si ricorre a espedienti grafici come il betaflash per indicare il comando mentale o il movimento degli oggetti intorno al protagonista.
